Forfettari, il limite di verifica per cassa non per competenza

Nel regime forfettario il tetto di 85mila e 100mila si controlla sulle somme incassate nell’anno, anche se riferite a prestazioni dell’anno prima.

La domanda è ricorrente: per i professionisti in forfettario il superamento del limite va verificato guardando alle fatture “di competenza” o gli incassi effettivi? Il dubbio diventa concreto quando a inizio anno entrano pagamenti relativi a prestazioni svolte l’anno precedente e si teme lo sforamento della soglia.

Secondo quanto chiarito nello Speciale Telefisco de Il Sole 24 Ore, le indicazioni – pubblicate venerdì 19 settembre – confermano che nel regime forfettario rileva il principio di cassa: quindi contano gli importi effettivamente incassati nell’anno, a prescindere da quando è stata eseguita la prestazione o emessa la fattura.

Perché vale la cassa nel forfettario

La circolare n. 10/E del 4 aprile 2016 ha fissato un criterio generale: la verifica dei limiti va effettuata secondo il regime contabile applicato nell’anno di riferimento. Nello stesso documento (par. 4.3, “Determinazione del reddito imponibile”) l’Agenzia ha ribadito che, nel regime forfettario, i ricavi/compensi si determinano per cassa. Conseguenza diretta: il tetto di 85.000€ previsto dall’articolo 1, co. 54 della Legge 190/2014 – e, in parallelo, la soglia di 100.000€ richiamata dal comma 71 della medesima Legge – si valuta esclusivamente sulle somme incassate nell’anno. Non rileva, quindi, il momento di esecuzione della prestazione, né la data di emissione della fattura se diversa dall’incasso.

Cosa significa in pratica: esempi e attenzioni operative

Se a gennaio vengono incassati 20.000€ per attività svolge a novembre-dicembre dell’anno precedente, quei 20.000€ concorrono al calcolo del limite dell’anno in corso. Ai fini del perimetro forfettario, contano tutti i pagamenti ricevuti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre, indipendentemente dalla “competenza” della prestazione.

Operativamente, è utile:

  • monitorare gli incassi (non solo le fatture emesse) con un prospetto mensile;
  • valutare la programmazione dei pagamenti a cavallo d’anno con i clienti più rilevanti;
  • tenere evidenza separata degli incassi straordinari che possono avvicinare alle soglie.