Professionisti, reddito 2024: omnicomprensività, rimborsi e costi deducibili

Tra le modifiche più significative spicca l’estensione al lavoro autonomo del principio di omnicomprensività .

Principio di omnicomprensività

Questo principio prevede che il reddito si determini come differenza tra tutte le somme percepite nel periodo d’imposta e tutte le spese sostenute nello stesso arco temporale per l’esercizio dell’attività. L’obiettivo è semplificare e rendere sistematicamente coerente la determinazione del reddito

Deducibilità dei costi

Un altro capitolo rilevante riguarda la deducibilità dei costi immateriali

Ad esempio, un architetto acquista un marchio professionale per € 10.000. Potrà dedurre annualmente € 2.000 per cinque anni. Questa regola rappresenta una novità importante, perché in passato non esisteva un criterio uniforme per il trattamento di questi investimenti immateriali, lasciando ampi margini interpretativi.

Anche altri costi subiscono variazioni. In particolare:

  • i canoni di leasing immobiliare devono ora essere ripartiti su almeno 12 anni (escludendo il valore del terreno);
  • per gli immobili a uso promiscuo (abitazione e studio), resta deducibile il 50% della rendita catastale o del canone di locazione, a condizione che il professionista non disponga di un altro immobile esclusivamente destinato all’attività nello stesso Comune;
  • le spese di ristrutturazione o ammodernamento sono deducibili in sei anni (quello di sostenimento più i cinque successivi), ma solo al 50% se l’immobile ha uso promiscuo;
  • gli investimenti in apparecchiature per servizi al pubblico (es. totem di prenotazione o hotspot per studi associati) sono deducibili all’80%.

Sono confermate infine:

  • la deducibilità del 20% per i veicoli (con tetto massimo di € 18.076 per le autovetture, uno per professionista);
  • la deducibilità dell’80% delle spese telefoniche.