Cosa entra e cosa no nel decreto Milleproroghe approvato alla Camera.
Ora passaggio in Senato
Un Milleproroghe light (appena 17 articoli) ma comunque impattante. Il decreto 2026 si conferma un provvedimento di “manutenzione”, se così si può dire: rinvia scadenze, prolunga regimi transitori e mette ordine su adempimenti che rischierebbero di cadere nel vuoto. Il decreto è stato approvato alla Camera con 177 voti favorevoli, 93 contrari e 3 astenuti. Intanto, la palla passa ora al Senato, dove il testo dovrà essere approvato entro il 1° marzo.
Dopo aver bloccato gli emendamenti in modo bipartisan per mancanza di tempo, dal Governo sono però arrivate subito le prime aperture alla richieste di modifica dei parlamentari, accogliendo alcuni dei 130 ordini del giorno in cui sono stati trasformati gli emendamenti.
Detrazione Iva
Una novità rilevante riguarda le regole sulla detrazione IVA. In origine, la possibilità di effettuare una rettifica globale, per gruppi o categorie di beni e servizi, quando si cambia regime fiscale (per esempio passando dal forfettario all’ordinario) sarebbe dovuta terminare a dicembre 2025. Con un emendamento al Milleproroghe, il termine viene invece rinviato al 1° gennaio 2027.
Di conseguenza, fino a quella data imprese e professionisti potranno continuare a utilizzare la procedura semplificata, evitando il calcolo analitico voce per voce. Quest’ultimo diventerà obbligatorio solo quando entrerà pienamente in vigore il nuovo Testo Unico IVA.
Rinvio della tassa dei pacchi extra-UE
Ok anche al rinvio del contributo sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE. Si tratta della misura che introdurrebbe un onere di 2 euro per le pratiche doganali sulle spedizioni di valore contenuto, fino a 150 euro: l’obiettivo è sospenderne o differirne l’applicazione per avere il tempo di valutarne gli effetti e raggiungere gli obiettivi di gettito previsti.
Nuovi Testi Unici rinviati al 1° gennaio 2027
La novità fiscale più rilevante è che slittano al 1° gennaio 2027 i nuovi Testi Unici tributari. Si tratta più che altro di una scelta che tutela gli operatori dal rischio di una transizione normativa disallineata, in una fase in cui la delega fiscale è ancora accompagnata da correttivi e aggiustamenti.
Il rinvio riguarda un pacchetto ampio e strategico: Testo Unico delle sanzioni tributarie amministrative e penali, Testo Unico dei tributi erariali minori, Testo Unico della giustizia tributaria, Testo Unico su versamenti e riscossione e Testo Unico su imposta di registro e altri tributi indiretti.
A tutti gli effetti, il 2026 resta un anno in cui la disciplina di riferimento continua a essere quella già nota, presidiata da prassi e giurisprudenza, senza dover gestire l’incertezza tipica dei passaggi di codificazione. Per gli studi questo significa poter pianificare procedure interne, formazione, modelli di parere e impostazioni difensive con maggiore serenità. C’è anche un tema di contenzioso: il legislatore dichiara di voler evitare contese inutili generate da disallineamenti tra vecchie e nuove disposizioni.
Polizze catastrofali: proroga mirata e calendario differenziato
Tra le proroghe con ricadute forti c’è poi il già noto rinvio delle polizze catastrofali ma solo per alcune platee specifiche, con una tempistica che resta differenziata per dimensione e settore.
Per le grandi imprese l’obbligo è già scattato dal 1° aprile 2025, per le medie dal 1° ottobre 2025, per le micro e piccole dal 1° gennaio 2026. Il Milleproroghe interviene sulle imprese della pesca e dell’acquacoltura, di qualsiasi dimensione, e su micro e piccole imprese turistico-ricettive e della somministrazione, spostando l’entrata in vigore al 1° aprile 2026 e collegando la scadenza tecnica al 31 marzo 2026.
Obbligo polizze Pa al 2027
Rinviato al 2027 l’obbligo di stipulare polizze per chi assume incarichi che comportano la gestione di risorse pubbliche.
Fondo di garanzia PMI: regime straordinario prorogato al 31 dicembre 2026
Ok anche alla proroga al 31 dicembre 2026 delle garanzie straordinarie del Fondo di garanzia per le PMI.
Nel regime prorogato, il Fondo può rilasciare garanzie fino a 5 milioni per singola impresa e mantiene percentuali di copertura significative: 80% per investimenti, start-up e imprese innovative, e 50% per esigenze di liquidità, senza considerazione del rating.
Assemblee da remoto al 30 aprile 2026
Prorogate anche le assemblee societarie da remoto al 30 aprile 2026.
In attesa del testo definitivo, il punto importante è che l’impianto a distanza continua a essere utilizzabile senza modifiche statutarie specifiche, con voto elettronico e rappresentante designato. Questa continuità è preziosa perché riduce frizioni organizzative nel periodo più intenso dell’anno, quando si accavallano approvazioni di bilancio, decisioni su destinazione dell’utile, coperture di perdite, operazioni sul capitale, delibere ecc. In più, la modalità da remoto aiuta la tracciabilità e la tempestività delle decisioni in compagini societarie disperse o con soci non residenti.
Titoli edilizi prorogati
Il Milleproroghe estende anche a 48 mesi, da 36, la proroga dei termini di inizio e fine lavori per permessi di costruire, SCIA, autorizzazioni paesaggistiche, atti ambientali e convenzioni di lottizzazione rilasciati o formatisi entro il 31 dicembre 2025. Va fatta una comunicazione preventiva ad hoc.
Non viene comunque modificata la disciplina ordinaria dell’art. 15 del Testo Unico Edilizia (DPR 380/2001). Ma rientrano anche i titoli che avevano già beneficiato di precedenti proroghe emergenziali.
Bonus assunzioni giovani, donne e ZES
Sul fronte lavoro, il Milleproroghe conferma una prosecuzione dei bonus ma con un impianto meno automatico. I bonus per l’assunzione di under 35 e nelle ZES sono prorogati fino al 30 aprile 2026, ma ridotti al 70%, con ritorno al 100% solo se c’è incremento occupazionale netto. Il bonus donne, invece, non cambia e viene prorogato fino al 31 dicembre 2026.
Occhio dunque a verificare in anticipo se l’impresa ha reale capacità di mantenere l’incremento occupazionale, monitorare la forza lavoro nel periodo e gestire correttamente documentazione e presupposti.
Medici al lavoro fino a 72 anni e scudo penale
Da notare, sul fronte lavoro, anche l’estensione di un ulteriore anno della possibilità, su base volontaria, di restare in servizio fino ai 72 anni per dirigenti medici e sanitari (con esclusione dei professori universitari). Questa opzione permette inoltre alle ASL di impiegare, entro quel limite anagrafico, anche medici già collocati in pensione. Restano però fuori gli incarichi dirigenziali.
Tra le misure prorogate rientra anche lo scudo penale per i medici, confermato fino al 31 dicembre 2026. La norma limita la punibilità ai soli casi di colpa grave per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose, quando gli episodi avvengono in contesti segnati da una grave carenza di personale sanitario.
Cosa resta fuori dal Milleproroghe
Tra i grandi esclusi, niente da fare per la riapertura della rottamazione quater, con possibilità di rientro ipotizzato al 28 febbraio 2026 per i decaduti al 30 novembre 2025.
Nessuna estensione poi per la quinquies, in cui qualcuno aveva ancora sperato: l’obiettivo era allargare la possibilità di adesione anche alle cartelle ammesse alla quater non ancora decadute, ma la modifica è stata dichiarata inammissibile.
