Detrazioni familiari, cambia di nuovo tutto: nel decreto correttivo torna il 19% che nessuno si aspettava Il decreto correttivo corregge gli effetti della Manovra e riapre l’accesso ai principali oneri detraibili per i parenti a carico

Chi è fiscalmente a carico dopo il correttivo

La definizione di “familiare a carico” non viene rivoluzionata dal correttivo: si continua a fare riferimento all’articolo 12 del Tuir, con i limiti di reddito già noti. Resta quindi fermo che è considerato a carico il familiare che non supera 2.840,51 euro di reddito complessivo annuo, soglia che arriva a 4mila euro per i figli fino a 24 anni.

Dentro questo perimetro, i soggetti potenzialmente a carico sono il coniuge non legalmente ed effettivamente separato, i figli (con le nuove regole sulle detrazioni per età e disabilità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025), i genitori e i nonni, ma anche fratelli, sorelle, nipoti, suoceri, generi e nuore, a condizione che convivano con il contribuente oppure siano mantenuti tramite assegni alimentari anche non fissati da un giudice.

Il correttivo approvato il 20 novembre scorso dal governo Meloni non riporta indietro l’orologio su questo punto: la detrazione fissa non viene reintrodotta per fratelli, sorelle, suoceri e affini. Ma il decreto chiarisce che, anche quando la detrazione per carichi di famiglia non spetta più, quei soggetti restano comunque fiscalmente rilevanti ai fini delle spese detraibili e di altre agevolazioni collegate ai familiari a carico: è proprio su questo aggancio che si innesta il ritorno del 19% sulle spese. 

Quali spese tornano detraibili per tutti i familiari a carico

Il decreto correttivo ribalta proprio questo aspetto. Le nuove disposizioni stabiliscono che, per tutti i familiari che risultano fiscalmente a carico, il contribuente può nuovamente indicare in dichiarazione le spese detraibili al 19% sostenute nel loro interesse, a prescindere dal fatto che per quei familiari spetti o meno la detrazione per carichi di famiglia in cifra fissa. 

In concreto, tornano ad essere “agganciabili” alla dichiarazione del contribuente le principali voci di oneri detraibili ex articolo 15 Tuir: spese sanitarie (oltre la franchigia), spese universitarie entro i limiti, premi assicurativi vita e infortuni, spese funebri e così via, quando intestate a genitori, fratelli, sorelle, suoceri, generi, nuore o altri parenti che rientrano nei limiti di reddito e negli altri requisiti per essere considerati a carico.

Un passaggio non irrilevante è la decorrenza: il dietrofront del governo non parte dal 2026, ma vale già per le spese sostenute nel 2025, che potranno essere inserite nel 730/2026 o nel modello Redditi relativo a questo periodo d’imposta. 

Chi resta fuori: il caso dell’ex coniuge

La correzione non è però totale. Il decreto conferma una scelta politica che la Legge di Bilancio aveva già introdotto: l’ex coniuge viene definitivamente escluso dal novero degli “altri familiari” rilevanti per detrazioni e spese collegate ai familiari a carico.

Tre esempi operativi per il 730/2026

Per capire l’impatto pratico del correttivo, può essere utile ragionare su alcuni casi-tipo.

Immaginiamo, anzitutto, un contribuente con reddito complessivo di 35.000 euro che convive con il fratello quarantenne disoccupato, privo di redditi propri e quindi da considerare fiscalmente a carico. Nel corso del 2025 il fratello sostiene spese mediche per 1.200 euro, con fatture intestate a lui.

Nella versione “rigida” delle nuove regole, il fratello rischiava di non essere più agganciabile né per la detrazione fissa né per le spese al 19%, con la conseguenza di perdere la detrazione sulle spese sanitarie. Dopo il correttivo, invece, il contribuente potrà riportare nel proprio 730 le spese mediche del fratello: al netto della franchigia di 129,11 euro, la base detraibile sarà di 1.070,89 euro e il risparmio d’imposta ammonterà a circa 203 euro.

Secondo scenario: uno zio senza figli, che mantiene il nipote universitario, convivente e senza reddito. Nel 2025 lo zio paga 2.000 euro di tasse universitarie intestate al nipote.

Se il nipote rientra nei limiti di reddito per essere considerato a carico e il mantenimento è tracciabile (bonifici regolari, spese pagate direttamente dallo zio), il correttivo consente di trattare quelle spese come oneri detraibili. Nella dichiarazione 2026, lo zio potrà indicare i 2.000 euro di tasse universitarie, ottenendo una detrazione teorica di 380 euro, sempre nel rispetto dei tetti annuali fissati per quel tipo di spesa.

Terzo esempio: un lavoratore dipendente convive con la suocera, pensionata con un reddito inferiore a 2.840,51 euro e quindi fiscalmente a carico. Nel 2025 il contribuente paga un premio assicurativo vita di 500 euro intestato alla suocera.

Con la stretta iniziale questi premi rischiavano di restare “orfani” di detrazione, perché la suocera non rientrava più nel perimetro dei familiari fiscalmente rilevanti in senso pieno. Il correttivo riapre la porta: il premio di 500 euro potrà essere portato in detrazione con la consueta aliquota del 19%, generando uno sconto Irpef di 95 euro, sempre nei limiti complessivi previsti per i premi vita.

Per poter sfruttare le nuove aperture, è chiaro che diventa fondamentale dimostrare sia lo status di familiare a carico (limiti di reddito, eventuale convivenza, mantenimento effettivo) sia la riconducibilità delle spese alla sfera del contribuente che le indica in dichiarazione.

Per gli addetti ai lavori, il decreto correttivo impone una messa a punto immediata di procedure interne e gestionali. Occorre anzitutto aggiornare le anagrafiche dei clienti, distinguendo tra familiari a carico per i quali spetta ancora la detrazione in cifra fissa e familiari a carico “solo” ai fini delle spese detraibili al 19%, senza dimenticare l’esclusione definitiva dell’ex coniuge dal perimetro dei carichi di famiglia.

È poi opportuno rivedere le check-list di raccolta documenti per il periodo d’imposta 2025, inserendo in modo esplicito le spese sostenute per genitori, fratelli, sorelle, suoceri, generi, nuore e nipoti fiscalmente a carico, che nella prima fase della riforma molti contribuenti avevano rinunciato a consegnare perché ritenute non più utilizzabili. Anche in relazione alla dichiarazione precompilata, andrà verificato con attenzione il quadro degli oneri presenti e mancanti, specie nelle sezioni dedicate alle spese per familiari a carico, alla luce delle indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate. 

Infine, chi si era convinto che “dal 2025 non vale più niente per i familiari diversi da figli e genitori” va informato che le cose sono cambiate di nuovo e che le spese 2025 potrebbero tornare preziose in dichiarazione, purché documentate.